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G8 e ARMI TECNOLOGICHE.

2 Luglio 2009

Stasera verso le 20 stavo guidando ed ascoltavo la radio.
Lo speaker comunica in tono leggero, una notizia, tra una canzone e l’altra, come se fosse uno spot pubblicitario: la sicurezza al G8 abruzzese sarà affidata anche agli aerei PREDATOR. Aerei senza pilota manovrati da terra.
Ma come? Penso…e la rabbia inizia a montare, contro la mia volontà:
Non ci son soldi per la ricostruzione, post terremoto, non ci son soldi per le misure di sicurezza di normale amministrazione che potrebbero evitare stragi come quella di questi giorni a Viareggio, si invade col G8 una terra già ferita dal terremoto e ora anche questi mostri volanti? La notizia, è stata data dalla radio come se questa fosse una misura eccezionale, per scongiurare il pericolo di attacchi alle delegazioni nazionali ed estere che parteciperanno al famigerato summit. Con nonchalance, viene detto che i PREDATOR sono stati impiegati anche in Iraq e in Afghanistan.

Certo, una maniera in più per diffondere la paura del terrorismo, quasi volessero farci credere che i no global stiano pianificando azioni paramilitari tali, da far temere un 11 settembre abruzzese.

Mi vado a documentare.
A parte il G8, c’è un progetto dietro a tutto questo spiegamento di forze, un progetto ben preciso
È destinato a crescere enormemente il numero dei velivoli senza pilota (UAV) in dotazione alle forze armate internazionali. Per questo i principali paesi NATO sono impegnati in una frenetica ricerca di spazi aerei dove i nuovi sistemi possano volare senza interferire con le rotte civili e militari.
In Spagna, per ospitare gli aerei senza pilota dell’aeronautica nazionale e di quelli dell’agenzia spaziale statunitense NASA, dopo anni di studi e simulazioni è stata scelta una piccola località della Galizia, Trasmiras, sfuggita sino ad oggi al passaggio in quota dei velivoli e 80 chilometri distante dall’aeroporto di Vigo. Per poi scongiurare pesanti restrizioni al traffico aereo, il governo Zapatero ha ritirato la candidatura di Zaragoza come principale base d’appoggio in Europa per i nuovi UAV della NATO.In Italia invece impera la deregulation e già nei prossimi mesi i piloti delle compagnie aeree dovranno stare attenti a non incrociare i micidiali velivoli senza pilota delle forze armate italiane e statunitensi. Il generale Giuseppe Bernardis, sottocapo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, ha preannunciato all’agenzia di stampa Defensenews che entro la fine dell’anno i nuovi velivoli "Predator B" dell’AMI saranno liberi di volare in qualsiasi parte del Mediterraneo, "all’interno dello spazio nazionale e comunque fuori dal traffico regolare, a 50.000 piedi d’altitudine". Qualcosa più di 15.000 metri dal livello del mare, ben al di sopra delle quote di crociera dei voli civili. Peccato che per volare, gli UAV dovranno comunque decollare proprio da alcuni scali militari che sorgono in prossimità di grandi centri urbani e importanti hub aeroportuali. I "Predator B" saranno installati nella base pugliese di Amendola, a metà strada tra le città di Foggia e Manfredonia, ai piedi del Gargano. Andranno a fare compagnia al gruppo di Predator di prima generazione (quelli indicati con la lettera "A"), operativi dal dicembre 2004. Insieme si contenderanno il passaggio nel "corridoio di volo" che l’aeronautica militare sta predisponendo tra la Puglia e il poligono sperimentale di Salto di Quirra in Sardegna.
http://lombardia.indymedia.org/node/19340

Avremo quindi nuove tragedie come quelle di Ustica o della nave Moby Prince ? L’articolo prosegue, analizzando anche gli ingentissimi costi di tutto quest’apparato di guerra e indicando gli aeroporti e le zone che verranno interessati da questo traffico aereo militare che ci è stato venduto dagli USA. Beh certo, perché i trafficanti di armi che da sempre finanziano le campagne elettorali di OGNI presidente statunitense, devono vendere i loro prodotti e non paghi dell’impiego bellico vero e proprio, già da tempo invadono anche il Mediterraneo. Viviamo in pieno assetto di guerra e misure di sicurezza sempre più restrittive verranno messe in atto. La nostra già scarsa libertà verrà ancora diminuita.

L’uso di questi aerei ha già provocato numerosi morti tra i civili nelle zone di guerra

È possibile che nel corso della nostra vita saremo in grado di combattere una guerra senza lasciare gli USA" afferma il luogotenente colonnello David Branham, intervistato dal New York Times. Il risultato dell’accresciuta guerra aerea, secondo l’organizzazione Iraq Body Count, che ha sede a Londra, è un aumento delle vittime civili. Uno studio Lancet delle "morti in eccesso", causate dalla guerra contro l’Iraq ha stabilito che gli attacchi aerei siano stati responsabili del 13% delle morti – 76000 al giugno del 2006 – e del 50% delle morti dei bambini al di sotto dei 15 anni.

Qui sotto l’articolo integrale:
http://www.peacelink.it/conflitti/a/23531.html

E così, si superano anche le obiezioni di chi ostacola le guerre non perché le ritiene ingiuste, ma per evitare che "gli abitanti dei paesi civilizzati vadano a morire per quei barbari, che dovrebbero essere lasciati a scannarsi tra di loro" . E vai.
Un PREDATOR è in grado di seguire ogni più piccolo spostamento umano, come umano è chi "preme il grilletto
"
http://forummediterraneoforpeace.it.forumfree.net/?t=40782594&view=getlastpost#lastpost
Ci potrebbero essere quindi, nuovi Carlo Giuliani uccisi a distanza?
I lavori per garantire la sicurezza ai rappresentanti delle nazioni industrializzate, fatti a tempo di record, saranno anche garanti di sicurezza per la popolazione residente? Sono stati bloccati tutti i trasporti di materiali pericolosi esplosivi e persino i voli turistici e da diporto
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=19200&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez

Che importa se chi vive di queste attività si vedrà bloccare il lavoro? Quisquillie.
E se dovesse alzarsi in volo all’improvviso un aereo dei Vigili del Fuoco per far fronte ad un’incendio? Sarebbe abbattuto senza pietà? In un’emergenza, ci sarebbe il tempo di far qualcosa per dar via libera a velivoli che normalmente partono immediatamente?

Non ci sono soldi, per i terremotati costretti a vivere come bestie, con lo spettro dell’inverno che avanza. Ci sono però fondi da sprecare per la costruzione di strade per le manovre militari, per la ristrutturazione di uffici, strutture, apparati mediatici e quant’altro serva per il G8.
http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=16524&Itemid=48

Non ci sono soldi per creare un’Italia migliore, per creare posti di lavoro, per applicare seriamente le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, per far del mondo un luogo vivibile.

Si trovano tutte le soluzioni invece, per far si che pochi si incontrino e decidano come pianificare ancora leggi economiche che governeranno il mondo senza equità alcuna. Con le armi se necessario.

 

Le varie mafie, nel frattempo, sentitamente ringraziano.

AriaDiTerra 02/07/2009

 

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  1. salem
    2 Luglio 2009 a 9:47 | #1

    grande fratello, sia quello di orwell che di canale5. Intanto in Abruzzo con i terremotati nelle tende fanno le prove di come militarmente si può sottomettere la gente comune in Italia, ho letto cose da brividi.

    …………………………………………….

    Si, sono praticamente prigionieri.

    Molti sono tenuti calmi con psicofarmaci.

    Presto avrò notizie di prima mano da gente della CRI. Se parleranno.

  2. 2 Luglio 2009 a 12:44 | #2

    … consentimi preventivamente di porgere il mio saluto a Salem, che passa di qui… è da qualche anno che l’ho persa di vista… Un bacio Salem…

  3. 2 Luglio 2009 a 13:04 | #3

    La “costante resistenziale sarda” (per citare prof. Lilliu) è sempre esistita. Anche il famoso “banditismo” in realtà ha origini resistenziali, come il brigantaggio altrove…

    Questa “costante” è radicata tuttora nelle zone interne, specie nuorese e barbagia, uniche zone o quasi che non si sono calate le braghe di fronte al “papi”.

    Ho una mia teoria: tu sai che noi, terra di passaggio, abbiamo visto, nei secoli, arrivare, partire, qualche volta stanziarsi, diversi popoli… la “costante” è certamente esercitata dagli autoctoni o almeno da chi si è inseditato in tempi antichissimi (vedi “Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni). Ciao

  4. 2 Luglio 2009 a 13:11 | #4

    riguardo al post: è bene scandalizzarsi, ma è ora di agire. Non so come faccia la gente a farsi “inculare” in questo modo… Occorre organizzare la Resistenza, e si apre anche il fronte nucleare nell’indifferenza di tutti…

    …………………………………………….

    Ciao Indian.

    Sono originaria anche io di una terra dove il brigantaggio fu la risposta agli abusi del latifondo. Qui vivono molti barbaricini che credo siano tra i sardi che possono cantare a diritto “procurade e moderare”. Agli altri, quelli che la Sardegna se la son svenduta, dovrerbbe essere proibito il cantarla. Ho ammirato il forte senso di appartenenza ad una comunità, che ha caratterizzato il popolo sardo in tempi di inquisizione, come leggo dal tuo blog.

    La stessa cosa in tempi più recenti è stata fatta nel Pais Vasco. Non so Angel…condivido l’impulso e credo che se non c’è di base il sentirsi parte di un tutto, che viene leso se una parte viene danneggiata, non abbiamo speranze di riuscita. La violenza però, credo che in questa epoca non sia più una buona strategia. Verrebbe repressa e strumentalizzata in un lampo. Un conto era agire per difesa, sopprimendo un inquisitore secoli fa, quando ciò rappresentava un atto di giusta difesa, socialmente accettato e sostenuto, un conto sarebbe oggi una rivolta armata. Finirebbe in un bagno di sangue, tremendo quanto inutile. Ho una visione romantica ed utopica di milioni di persone che si oppongono in massa, invadendo le piazze, schierandosi e dicendo: arrestateci tutti se ce la fate! E’ purtroppo un sogno anche questo, perchè per arrivare a questo, dovremmo raggiungere un livello evolutivo che attualmente non c’è. Non ci resta che la crescita personale, informarci, coinvolgere altri, consumare il necessario e non di più, non abbassare sempre la testa nel quotidiano. Pensare sempre, ogni volta che ci propongono concetti come quelli del filmato, che dietro alle loro immagini c’è la morte. Per interrompere questa catena di malvagità e sopraffazione. Per non appendere il cervello al chiodo. Per non farsi sopraffare anche nello spirito.

    Non ho soluzioni migliori.

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