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7 Giugno 2009

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU

Un lancio pubblicitario mondiale per questo film…e poi chi lo finanzia? Appaiono grandi firme, all’inizio, le multinazionali del lusso, del superfluo. Tutto il film non fa che dire che il 20% della popolazione del pianeta consuma l’80% delle risorse. Sarebbero disposti costoro a rinunciare alle risorse che provengono dai consumi esagerati? Molte persone che conosco, da tempo, hanno fatto del "non consumo" un way of life, in parte  per necessità, in parte per filosofia di vita, per istinto viscerale.

Una cosa mi ha colpito. Si parla del fatto che in Costarica il governo ha scelto di investire nella riforestazione e ha attuato un regime di neutralità, scegliendo di non investire in armamenti, un po’ come una Svizzera centroamericana. Quello che non viene detto, è che se è stato possibile fare questa scelta è anche perchè in Costarica, già dagli anni ’80, si è scelto di essere una Banana Republic. Infatti ,questo pacifico staterello confinante col Nicaragua, era una delle basi dalle quali agiva la controrivoluzione, finanziata dal governo dell’allora presidente Reagan.  Che bisogno hanno di investire in armamenti? Sono ben protetti dallo Zio Tom, il quale ha fatto di questo meraviglioso paradiso terrestre il suo parco giochi. In pericolo, tra l’altro, visto che le compagnie petrolifere non demordono.

http://lists.peacelink.it/ecologia/msg01192.html

Al di la del confine, in Nicaragua appunto, gente con lo stesso viso, con la stessa cultura e la stessa lingua, aveva ben altro a cui pensare. Come si afferma anche nel film, con la pancia vuota non si fanno scelte equilibrate. Nemmeno se sei costretto a raccogliere il caffé con un kalashnikoff in spalla aggiungo…Si accenna soltanto alla guerra in questo film. La guerra non solo come conseguenza di interessi planetari di un’elite, come fonte di distruzione, come risorsa per i trafficanti di armi, ma anche la guerra come gravoso dispendio energetico, come industria bellica.  La questione è complessa.  Dovremo "riprogrammarci" positivamente, il modo di alimentarsi va completamente trasformato. Il cambio deve avvenire dentro, si deve poter pensare di avere una forza interna che non si appoggia sull’auto dell’anno, sul vestito alla moda, sulla vacanza giusta nel luogo giusto.  Consumare meno, non come rinuncia. Consumare meno ,pensando e sentendo che stiamo guadagnando noi stessi, che finalmente ci svegliamo e non ci facciamo fregare da chi ci vorrebbe imporre necessità che non sono reali spingendoci alla schiavitù dei consumi, degli acquisti a rate di oggetti che servono solo a tentare di compensare vuoti interiori.  

 

Ciò non toglie che sia un bel lavoro, questo film, che può far riflettere le tante persone che pensano raramente a tutto ciò che riguarda il pianeta e le interconnessioni tra tutti gli Esseri Senzienti che lo abitano, Va però posto l’accento anche sulle vere motivazioni che hanno spinto gli esseri umani ad assumere un modus vivendi tanto distruttivo. L’imprinting dato dai media alla non consapevolezza. La graduale perdita di riferimenti sani, correlati ad archetipi positivi, sostituito con i nuovi miti, simboli, modelli comportamentali aberranti e strumentali al materialismo e alla logica di potere, il non pensare e non sentire, il sistema bancario schiavizzante, la logica del qualcuno ci penserà.

In mancanza di questa profonda trasformazione, questo resterà solo un film pieno di belle immagini, forse un bel documentario, da guardare nel futuro per vedere com’era il pianeta.

 

 

 

Questi link possono aiutare a comprendere un po’

http://www.europafrica.info/it/

http://brunotto588.blog.espresso.repubblica.it/il_linguaggio_dimenticato/

 

 

AriaDiTerra 07/06/2009

 

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