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Non sicuri segni di frattura.

27 Maggio 2009

La signora arriva oggi al Pronto Soccorso. E’ caduta e ha battuto la mano . In effetti, la mano ed il polso sono gonfi, doloranti.

Il radiologo c’è, ma sta "staccando" e quindi dopo che il tecnico avrà eseguito la radiografia, lui il referto non lo farà.

Ah, ma c’è per fortuna la teleradiologia, un’invenzione innovativa, attraverso la quale, a distanza di km, un radiologo di un ospedale provinciale, vede sullo schermo di un computer, l’immagine radiologica di un esame effettuato in un ospedale distante. Ospedale, quest’ultimo, situato in un luogo nel quale, per scarsità di popolazione e quindi di voti, si è deciso di non investire più.  Quindi il radiologo, c’è a sprazzi, a intermittenza.  Ossia: se ti rompi l’osso del collo, un femore, un dito, di mattina, (non il venerdì e la domenica) la tua lastra viene vista e refertata da un essere vivente, che puoi vedere e ascoltare, ma se per caso ti accade nel resto del tempo, allora il referto può arrivare anche dopo ore, sputato fuori da un fax, da una e-mail che qualcuno ha dettato al pc a km di distanza. Beh, direte, e cosa c’è di male? Si risparmia, si usa la parte buona della tecnologia. Certo se la tecnologia fosse usata da esseri umani, Umanamente.
Si dà il caso invece che spesso davanti al computer, ci sia qualcuno che di umano ha ormai ben poco.
Mi spiego meglio: gli ospedali piccoli vengono poco a poco smantellati, ambulatori specialistici aboliti, servizi tagliati, e quindi si ovvia con la tecnologia. Il radiologo però, spesso non sa nemmeno lui se la frattura c’è o non c’è.  Perché è incompetente? Perchè è oberato di lavoro, dato che togliendo i servizi dai piccoli ospedali, gli ospedali provinciali hanno visto aumentare il carico, senza che ci sia stato aumento di personale, quindi lo specialista si deve sbrigare e non può essere accurato? Non lo so.

Quello che so è cosa succede: Il radiologo, invia un referto finto, che dice e non dice, che non diagnostica nulla. L’unico dato certo è che lui si è tutelato. Atteggiamento che si traduce popolarmente con l’espressione: si è parato il culo.

Generalmente il referto in questione dice quel che segue:
 

Non sicuri segni di frattura nel segmento esaminato. In mancanza di clinica impossibile determinare una diagnosi. Al persistere della sintomatologia dolorosa, ripetere l’esame. E cosa significa?

Traduzione

Non sicuri segni di frattura = La frattura potrebbe anche esserci ma io non lo so. Beh, sei pagato per saperlo.

In mancanza di clinica impossibile determinare una diagnosi = Se io ti potessi parlare, sapere quanto dolore hai, vedere e toccare il tuo corpo, la diagnosi la farei…forse…mah…in genere il paziente, lo vede l’infermiere che lo accompagna in radiologia, il tecnico che esegue la radiografia. Il radiologo vede solo le immagini radiologiche, al massimo se ha un po’ di coscienza, telefona al medico di pronto soccorso che lo ha visitato e si fa dare qualche notizia. Quindi non vedo perchè non potrebbe farlo anche a km di distanza. E una scusa spudorata. E puzza di scusa lontano un miglio. E’ una schifosissima telescusa. Radiologica, certo.

Al persistere della sintomatologia dolorosa, ripetere l’esame = Se tra qualche giorno ti farà ancora sto male bestia, fatti fare un’altro esame radiologico e fallo vedere a qualcuno più bravo di me, o meno vigliacco.

Uno che si è preso le sue responsabilità, ed ha avuto il coraggio e l’energia di mettersi insieme a qualche collega nella stessa situazione e dire al direttore generale dell’azienda sanitaria ( si, minuscolo volutamente minuscolo, come è minuscolo, generalmente, chi ricopre cariche del genere) io sono un Essere Umano, non un automa. Ho anche prestato un giuramento, il Giuramento di Ippocrate, attraverso il quale mi impegno a non far danno, se proprio non posso curare. Quindi o tu mi dai condizioni di lavoro Umane, o io dichiaro e scrivo che non sono in grado di fare diagnosi e tanto meno, quindi, terapia.

http://www.riflessioni.it/enciclopedia/giuramento-ippocrate.htm

 

 

Cosa può fare il paziente, in casi come questo?

Innanzitutto, non accontentarsi del fatto che il medico di guardia dica: Non ci sono fratture.
Può prendere in mano il referto e se non lo capisce, ha il diritto di farsi spiegare chiaramente ciò che viene scritto in linguaggio criptato. Si, perché chiunque di fronte alle parole :
Non sicuri segni di frattura, capisce che questa frase puzza di fregatura.

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Sorge spontanea una riflessione:
Come mai in Italia, piccoli ospedali che funzionavano, dove l’assistenza era a misura d’uomo, dove si nasceva, si ricevevano cure pediatriche, si ricevevano cure specialistiche, ci si poteva sottoporre agli interventi chirurgici più comuni, si riusciva a morire in una dimensione abbastanza vicina alla Dignità Umana, sono stati smantellati?

Come mai una Persona oggi, deve subire un viaggio di un centinaio di km in ambulanza, essere sballottato per una strada tutta curve, arrivare in un ospedale distante, fare altre 4 ore di fila, per ricevere un trattamento spesso inferiore per qualità, a quello che riceveva 10 anni fa in uno di questi inutili, piccoli ospedali, accettabilmente umani?

A causa dei soldi, del potere, degli inciuci di partito, of course. Se poi almeno ci fosse questo famoso risparmio.
E anche a causa della vigliaccheria.

Certo, perché generalmente queste sono morti annunciate. In genere quando cominciano a tagliare via i pezzi, la popolazione si preoccupa e allora i sindaci di turno, insieme ai vari tirapiedi di partito provinciali, si riuniscono con primari e affini e fanno riunioni con la suddetta popolazione. In queste riunioni la gente viene rassicurata, convinta. Nessuno ha intenzione di far chiudere l’ospedale, di ridurre i servizi. Nooooo, al contrario attueremo un potenziamento. Su questi temi si basano campagne elettorali. E giù articoli sui giornali, grancasse dal suono falso e vuoto. Cacofonie mediatiche.

E dopo poco, un pezzo viene amputato, una reparto chiuso, un servizio soppresso. Dopo pochi anni la manfrina si ripete, e via altri due pezzi. Così, in maniera più o meno indolore, di anno in anno, riunione dopo riunione, le sottrazioni continuano. Davanti agli occhi di coloro che pensano che ai loro diritti ci debbano pensare altri. Coloro ai quali loro danno IL VOTO. E restano li, inermi, a farsi trattare da idioti creduloni. Come se non toccasse a tutti, prima o poi, passare da un ospedale, da un pronto soccorso. Come se la malasanità fosse solo un argomento da salotto, una cosa della quale parlare, mentre si fa la fila alla cassa del supermercato.

 

Mi domando come mai, se vai in un negozio di alimentari e ti danno della mortadella avariata, ti arrabbi e dici al commerciante: stavolta te la faccio passare liscia, magari non l’hai fatto di proposito, ma ti tengo d’occhio, se lo rifai non mi vedi più. Questo se sei educato.
Se poi quello ti rifila di nuovo la stessa mortadella, cambi negozio.

Come mai allora si continua a dare il VOTO a gente che anno dopo anno ti ruba i diritti più fondamentali? Ah beh, il pizzicagnolo, mica ti ha sistemato il figlio, non ti ha nemmeno fatto prendere quel prestito a fondo perduto. Non ti ha nemmeno dato una mano quella volta che dovevi avere quel piccolo condono…Il pizzicagnolo è uno come te, che se fa il furbo rischia in proprio. Ti ci puoi sfogare, puoi tirar fuori tutte le tue miserie umane (minuscolo) le tue meschinità. Puoi fargli pesare il fatto che lui coi 30 euro della tua spesa ci deve magiare e quindi se non riga dritto tu la spesa la farai altrove. Perchè tu sei uno sveglio, mica ti fai fregare così. La guerra tra poveri, naturalmente. Dividi et impera.

Si tollera invece un sistema che ha fatto diventare aziende gli ospedali. Un sistema dove quello che doveva essere un servizio ( che comporta per sua natura spese di gestione e non entrate) è diventato qualcosa che per esistere deve produrre denaro. Concetto aberrante questo, dato che uno stato ha entrate, le tasse, ma anche delle uscite, i servizi.

 

Chi lavora all’interno, ha il bavaglio. Può essere solo un carbonaro, che parla nascosto dietro ad un nickname. Finchè si potrà. Non può parlare fuori, non può rendere note le cause dei disservizi. Non può formare comitati.  Pena la perdita del lavoro e in alcuni casi la denuncia. Gente che lo ha fatto, che ci ha provato, ha dovuto pagare un avvocato. Ha preso la condizionale. I pochi che si ribellano, la pagano cara. Sono quelli "strani", quelli che continuano ad amare il proprio lavoro e tentano di farlo in modo "sostenibile", parola tanto abusata. Quelli che o si rendono invisibili, e il loro lavoro continuano a farlo bene, o continuano ad illudersi che "il potere si combatte dall’interno"…rido… come mi scrisse tempo fa un amico che si trova più o meno nella stessa situazione, in un ambito diverso, ma uguale. La trasgressione oggi, è fare bene le cose. Cercando di non mangiarsi tutto il fegato nel frattempo. Senza diventare cinici. Disillusi, ma non cinici. Senza perdere energia. Conservando l’allegria. Un lavoro con se stessi. Una scuola di vita.

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"E allora", dice la signora dal polso gonfio e dolorante, "Cosa devo fare? Posso essere sicura che questo polso non sia rotto? Perché a me fa male, molto male." Può parlare col medico signora, rispondo, può farsi spiegare meglio cosa c’è scritto sul referto, e poi valutare il da farsi. "ah no, allora no, mi passerà" dice già intimidita.

Ha aspettato circa tre ore per quel referto, si è pure arrabbiata con me. Stessa storia del pizzicagnolo.
Hai voglia a spiegare che io posso essere solidale con lei, le posso far bene il bendaggio, che il motivo per il quale ha aspettato tanto è che qui hanno tolto la radiologia, il servizio di ortopedia, che questo è un Pronto Soccorso finto, in pratica.

Lo sa signora cosa può fare? La prossima volta, può  NON ANDARE A VOTARE.
Mi guarda come se fossi pazza ed esce.

 

Letisha

 

 

 

 

 

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  1. 27 Maggio 2009 a 13:44 | #1

    lo so che mi segui :) non avevo avuto ancora modo di venire qui sul tuo blog e ora che ci sono mi leggo tutto :) . Non mi piace però molto che tu sia disillusa come dici. Anche perchè con la grinta che hai e il modo di saper coinvolgere in quel che dici la disillusione la lascerei per il momento agli altri :) ed userei la tua energia al meglio :) .

    Sulla sanità non si finirà mai di dire e di maledire, nei piccoli ospedali eri magari una faccia se non proprio un nome, nei grandi sei un numero e appena entri, ma proprio appena entri ti senti dire “lei chi la manda? di chi è?”, se rispondi con il nome di una qualche lobbies allora hai automaticamente il diritto a farti operare dal primario e al trattamento A, se rispondi “io mi mando da sola e sono mia” meglio che ti appresti al peggio. Si va per raccomandazioni anche per salvare una vita.

  2. Hàiresis
    27 Maggio 2009 a 14:26 | #2

    E’ sulla pelle e sull’ignoranza della gente che si fanno le battaglie politiche. Politica, religione e medicina sono le roccaforti di un potere che continua a tenerci succubi e impauriti. Sarà solo grazie ai medici consapevoli, agli infermieri coscienti e ad una popolazione di malati informati (che si vuole informare davvero), che potremo diventare una Umanità umana, più vera.

    Ti ringrazio per questo post, in effetti dalla “prima linea” se ne sente ben pochi scrivere.

    Comunicare,non é mai inutile.

    Sopratutto per colui che comunica,

    …il resto, arriverà

  3. 27 Maggio 2009 a 15:33 | #3

    …se ti raccontassi la situazione tragicomica che stiamo vivendo dalle mie parti per la semplice apertura del nuovo ospedale che aprirà in questi giorni dopo soli trent’anni..beh…meglio di no^_^

  4. Letisha
    27 Maggio 2009 a 17:12 | #4

    Per Salem:

    Ciao, forse mi sono spiegata male.

    La parola disillusa sta per non più illusa.

    Illusa di essere circondata da persone,

    che come me hanno scelto di fare

    questo lavoro senza perdere

    di vista il fatto che abbiamo a che fare

    con Esseri Umani e non con dei corpi inerti ed inermi.

    Che siamo li per render loro più facile

    un pessimo momento delle loro vite.

    Non più illusa sul fatto che le persone abbiano voglia e potere

    di prendere in mano la responsabilità delle loro vite. Non più illusa

    ma ben piantata nella realtà.

    Voglio smettere di incazzarmi a vuoto.

    Voglio cambiare strategia. Vorrei,

    col tempo, se ci riesco, anche fornire

    strategie di autodifesa,

    piccole gocce nel mare,

    spero utili a qualcuno.

    Chissà che questo blog

    non serva anche a questo.

    Non mollo, non mollo di certo.

    Per Hàiresis:

    Voci dalla trincea…è sempre più difficile

    la resistenza, perchè come ben dici

    l’Avversario è assai potente

    e ben organizzato. Resta però sempre

    il fatto che si può lavorare con se stessi,

    in questo ambito. Affrontando strategicamente

    “el pinche tiranno”. Si evolve si cresce

    e se si sviluppa abbastanza energia,

    si riesce a generare un effetto a cascata.

    Per Marco:

    Holà, scrittore

    di dolci visioni allucinate :-) ))

    Non metto in dubbio che anche da te

    le cose non vadano meglio.

    Cambia la musica, ma i suonatori sono sempre quelli. Ti posso solo dire: non dormite,

    fatevi sentire organizzatevi.

    Non è vero che non si può far nulla.

    E’ solo ciò che vogliono farci credere.

    Se ci arrendiamo, siamo fregati.

    Poi vengo a vedere i tuoi flussi…

  5. nina
    29 Maggio 2009 a 19:23 | #5

    che incubo la medicina :-(

    Ciao

  6. Letisha
    30 Maggio 2009 a 0:25 | #6

    Per Nina:

    Eh si…è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

    :-) )))))))))))))))))

    A parte gli scherzi, spesso è un incubo solo perchè è mal gestita. Dovrebbe essere invece qualcosa che si occcupa di insegnamento di giusti stili di vita, di prevenzione, del modo di ritrovare perduti equilibri. Lo scopo primario dovrebbe essere quello di mantenere la salute. Anticamente la si chiamava infatti “Ars Medica” ed era un’attitudine equilbrata inserita in un mondo più armonico.

  7. Santrino i mazzulatoro
    7 Giugno 2009 a 18:53 | #7

    Non andare a votare non è certo la soluzione. Anche perchè non faresti altro che salire sul carro del vincitore

  8. AriaDiTerra
    7 Giugno 2009 a 22:08 | #8

    Ciao, Santrino i mazzulatoro…

    Ti ho risposto nell’ultimo post, che ti dedico, ringraziandoti per l’ispirazione che mi hai dato.

    Ciao. :-)

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